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Elettra, tra moda, scuola e ambizione “Non bisogna fermarsi davanti a un giudizio”

  • pphentastore
  • 26 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Ci sono percorsi che iniziano quasi per gioco, prima ancora di diventare un sogno vero. Per Elettra, la moda è arrivata così: da bambina, in casa, quando sfilare era semplicemente qualcosa che le veniva naturale fare. Un gesto spontaneo, leggero, che con il tempo si è trasformato in una parte importante della sua identità. Non a caso, il suo colore preferito è il verde speranza, simbolo di crescita e possibilità, proprio come il percorso che sta costruendo giorno dopo giorno.

Oggi Elettra frequenta la quarta superiore in Scienze Biotecnologiche, ma accanto allo studio porta avanti anche il suo percorso nel mondo della moda. Non ha scelto di abbandonare la scuola per inseguire un sogno, né di mettere da parte le sue ambizioni personali: prova, invece, a tenere insieme tutto. Studio, sfilate, shooting, danza, casting e crescita personale. Un equilibrio non sempre semplice, ma che racconta bene la sua determinazione.

Il suo percorso nella moda è iniziato molto presto, ma è soprattutto nell’ultimo anno che ha cominciato a viverlo in modo più serio, partecipando a sfilate, shooting fotografici e selezioni. Tra le esperienze più importanti c’è stato Project Athena, un progetto che per lei ha rappresentato un vero punto di svolta. È arrivata lì anche grazie a Martina, una ragazza che Elettra considera una figura fondamentale nel suo cammino: una sorta di mentore, una persona capace di sostenerla e orientarla dopo un’esperienza negativa con un’agenzia che, secondo il suo racconto, le aveva fatto investire soldi senza offrirle reali opportunità.

Da quel momento, Elettra ha continuato a muoversi tra casting, selezioni e shooting, incontrando fotografi, modelle, modelli e persone del settore che le hanno permesso di crescere. Non solo come immagine, ma anche come persona. Perché, come spesso accade, dietro una foto o una passerella c’è molto più di quello che si vede: ci sono insicurezze, giudizi, aspettative, porte chiuse e la forza di continuare comunque.



Il suo motto è chiaro: non fermarsi mai davanti a un giudizio e andare avanti, ma anche evoluzione, una parola che racchiude il suo modo di vivere ogni esperienza. Una frase che nasce da esperienze concrete. Elettra racconta di essersi sentita più volte giudicata in modo superficiale, soprattutto in contesti giovanili dove, secondo lei, viene data ancora troppa importanza all’apparenza e troppo poca alla persona. La sua critica più forte riguarda proprio questo: in alcuni concorsi, il centro sembra essere il fisico, il portamento, l’immagine immediata, mentre la storia personale, il carattere e il valore umano restano quasi ai margini.

Per lei, una modella non dovrebbe essere raccontata solo attraverso una posa o una fascia. Dovrebbe esserci spazio per capire chi è davvero, cosa sogna, cosa ha vissuto, cosa vuole diventare. Nei concorsi, invece, spesso la possibilità di parlare di sé arriva solo alla fine, magari in poche battute, e soltanto per chi ha già ottenuto una fascia. Un momento che rischia di sembrare più una formalità che un vero ascolto.

Elettra ha partecipato anche a percorsi come Miss Reginetta, vivendo da vicino il mondo delle selezioni e delle competizioni. Una delle cose che desidera di più è riuscire a vincere una fascia, un riconoscimento che per molte ragazze rappresenta un traguardo simbolico importante. Ma il suo sguardo resta lucido: sa che in questo mondo non sempre basta il talento, e che a volte chi ha già contatti o appoggi parte avvantaggiato rispetto a chi prova a costruirsi tutto da sola.

Nonostante questo, Elettra non racconta il settore solo in modo negativo. Anzi, parla con affetto delle persone incontrate lungo il percorso, delle amicizie nate tra ragazze, dei rapporti costruiti con altri modelli e fotografi. Non descrive un ambiente fatto solo di rivalità, ma anche di legami, sostegno e condivisione. Ed è forse proprio questa doppia visione a renderla interessante: la capacità di vedere le difficoltà senza perdere l’entusiasmo.

Nel futuro, Elettra si immagina ancora in questo mondo. Le piacerebbe sfilare per brand importanti, anche internazionali, e sogna marchi come Versace. Ma allo stesso tempo resta con i piedi per terra. I suoi genitori e Martina le ricordano che il mondo della moda è bellissimo, ma anche difficile, e che sono poche le persone che riescono davvero ad arrivare in alto.



Lei questo lo sa. E forse è proprio per questo che colpisce: perché non vive la moda come un’illusione, ma come una possibilità da costruire passo dopo passo. La moda e la danza fanno parte della sua vita, ma non sono una fuga dalla realtà. Sono un modo per esprimersi, per mettersi alla prova, per crescere. Il suo fiore preferito, la peonia rosa, rappresenta perfettamente questa visione: un simbolo di trasformazione, mutazione ed evoluzione, proprio come il percorso che sta vivendo.

Elettra è giovane, determinata e ambiziosa. Non racconta il suo percorso come un sacrificio, ma come qualcosa che ama davvero. E in un settore dove spesso si guarda solo l’immagine finale, la sua storia ricorda una cosa semplice ma importante: dietro ogni ragazza che sfila, c’è una persona che sta cercando il proprio posto nel mondo.

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